Il bando ON (Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero) di Invitalia è senza dubbio una delle opportunità più ghiotte per chi vuole fare impresa in Italia. Finanziare fino al 90% delle spese a tasso zero e a fondo perduto sembra il sogno di ogni azienda. Eppure, una percentuale altissima di domande viene scartata prima ancora di arrivare al colloquio. Il motivo? Non la mancanza di una buona idea, ma la presenza di microscopici cavilli burocratici e vincoli tecnici nascosti tra le righe del regolamento. Di seguito una panoramica degli aspetti più ambigui.
I requisiti di accesso “nascosti” nel bando ON
Per quanto riguarda l’ammissibilità di imprese costituite da non più di 60 mesi, bisogna stare molto attenti al vincolo del Regolamento GBER. L’azienda deve essere “pura”: non deve avere rilevato l’attività o acquisito altra imprese, non deve essere nata da una concentrazione o fusione societaria. La piccola deroga che non compromette l’ammissione al bando è che l’operazione è ammessa solo se il fatturato dell’azienda acquisita o rilevata rappresenta meno del 10% del fatturato dell’azienda richiedente il finanziamento.
Il bando ON si rivolge, come ben sappiamo, a giovani tra i 18 e i 35 anni e donne di qualsiasi età ma rispettare le giuste proporzioni della compagine sociale non sempre è semplice. Si applica una griglia matematica rigorosa basata sulla contemporanea maggioranza numerica (teste) e di quote (capitale). Bisogna, dunque, porre attenzione alla distribuzione dei vari soci. Esempio limite è il caso di una società con due soci (uno under 35 e uno over 35) che viene scartata in quanto si esige il superamento del 50% delle quote societarie.
Per le tempistiche di creazione della società, qualsiasi azienda costituita da più di 60 mesi è fuori dal bando ma un’azienda inattiva costituita da più di 36 mesi può essere ammessa al bando. Unica eccezione è che non potrà beneficiare delle agevolazione previste per le aziende con meno di 3 anni di vita.
Infine, il bando si rivolge alle imprese con sede italiana ma, sebbene poco chiaro, le aziende estere possono parteciparvi dimostrando di avere una sede operativa sul territorio nazionaleentro la data di richiesta della prima erogazione.
Alcuni dubbi sulle spese realmente ammissibili
Per i settori del turismo, della ristorazione e dello sport, il bando permette di acquistare gazebi, pergolati, tensostrutture, case mobili o pareti da arrampicata. Tuttavia, Invitalia pone un vincolo concettuale molto ambiguo: devono essere strutture fungibili, amovibili e ricollocabili.
Il bando ON concede alle imprese più giovani un aiuto per il capitale circolante (fino al 20% delle spese complessive) per pagare le spese di gestione ordinaria (merci, materie prime, utenze, affitti). Ma Invitalia specifica in modo perentorio che le spese assimilabili ai costi del personale non sono agevolabili.
Il bando ON promette un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto (fino al 20%). Bisogna tener conto, però, che il contributo a fondo perduto è subordinato alla subordinato alla disponibilità delle risorse alla data della delibera di ammissione, non a quella di presentazione della domanda.
Inoltre, alcune tipologie di spese non sono ammesse. Ad esempio, non rientrano nell’agevolazione gli investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature, spese effettuate mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”, spese relative a macchinari, impianti e attrezzature usati, imposte e tasse, o spese relative a beni o servizi acquistati da terzi che hanno relazioni con la società richiedente.
In ogni caso, tutte le forniture con fatture sia con acconto che con saldo, sono ammissibili solo se presentano data successiva all’invio della domanda.
La valutazione del bando ON
Molti pensano che l’esame sia un unico blocco documentale, ma in realtà la procedura segue un doppio livello “a imbuto” molto rigido.
La maggior parte dei bandi prevede un colloquio conoscitivo unico. Il bando ON, invece, adotta due fasi di colloquio. Il primo incentrato sulle attitudini del team e la validità dell’idea. Il secondo avviene solo in caso di esito positivo del primo e riguarderà aspetti tecnici sulla sostenibilità economica-finanziaria del progetto. Risultare eccellenti al primo colloquio non ha un impatto significativo sul secondo che può sempre far rigettare la domanda.
Una volta superato il primo colloquio, Invitalia invia un format di approfondimento tecnico/economico da caricare sulla piattaforma ovvero il caricamento dei piani economico-finanziari di dettaglio (su fogli Excel specifici) e di tutti i preventivi/perizie d’uso definitivi. Senza computi metrici o schede tecniche dei macchinari pronti, non si potrà accedere alla seconda fase e la domanda può decadere per mancanza di integrazione.
In aggiunta, la valutazione non si basa sulla media matematica dei voti ma ogni singolo macro-criterio ha una soglia minima di sbarramento. Basta anche un solo criterio che non raggiunge la sufficienza per pregiudicare l’ammissione di una domanda che su altri aspetti ha punteggi elevati.
Numerosi vantaggi in un bando da non perdere
Se da un lato i cavilli tecnici possono spaventare, dall’altro non dobbiamo dimenticare perché il bando ON resta la misura d’eccellenza per fare impresa in Italia: parliamo di un’agevolazione straordinaria, capace di coprire fino al 90% delle spese complessive con un mix imbattibile di finanziamento a tasso zero in 10 anni e un contributo a fondo perduto che azzera una fetta del debito. Significa poter dare vita a un progetto da 1,5 o addirittura 3 milioni di euro riducendo al minimo l’esposizione con le banche e mantenendo il controllo totale della propria azienda.
Bisogna ricordare, infatti, che per le imprese costituite da mendo di 36 mesi il finanziamento può coprire diverse spese: acquisto di brevetti e licenze e consulenze specialistiche nella misura del 5%, il capitale circolante può essere finanziato nel limite del 20%, opere murarie e assimilate per un massimo del 30% dell’investimento. Per le aziende invece costituite dai 36 ai 60 mesi operanti nel settore del turismo è possibile, in aggiunta, acquistare un immobile nella misura del 40% del programma di spesa complessivo.
L’asticella dei vantaggi è davvero alta e, pertanto, l’istruttoria di Invitalia è spietata: un solo errore di calcolo nelle quote societarie, una fattura senza codice CUP o una risposta incerta sulle marginalità finanziarie durante il colloquio possono decretare la fine del progetto.
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Aggiornamento: dal 1° Luglio cambiano le regole, non più fondo perduto.
La misura del contributo a fondo perduto, purtroppo, non è più praticabile a causa dell’esaurimento totale dei fondi disponibili. Una domanda altissima di progetti che ha reso il bando ON un finanziamento solo a tasso a zero. Resta, però, l’elevata percentuale degli investimenti ammissibili: il 90% è totalmente finanziabile senza alcun interesse.
