Accedere al credito oggi significa molto più che presentare un documento e una busta paga: ogni richiesta di finanziamento viene valutata attraverso i Sistemi di Informazione Creditizia (SIC), banche dati che raccolgono la storia creditizia di privati e imprese. CRIF e Centrale Rischi della Banca d’Italia sono i principali strumenti utilizzati da banche e altri intermediari perché permettono di stimare in modo rapido e accurato l’affidabilità del richiedente.
Ogni comportamento finanziario lascia una traccia: una richiesta di prestito, una rata pagata in ritardo, un finanziamento rifiutato. Quando le segnalazioni sono positive, possono agevolare l’accesso al credito e persino migliorare le condizioni offerte. Ma quando sono negative come ritardi persistenti, inadempienze, sofferenze, allora possono diventare un ostacolo serio, capace di compromettere anche le richieste più semplici.
Cos’è il CRIF?
La Centrale Rischi Intermediazione Finanziaria (CRIF) è una società privata che gestisce un sistema di informazione creditizia chiamato Eurisc. Contiene dati su prestiti personali, mutui, carte di credito e fidi, finanziamenti rateali, richieste di credito anche non erogate, ritardi nei pagamenti.
Il sistema è alimentato volontariamente da qualunque intermediario abbia stipulato un contratto: chi vi partecipa condivide e consulta tutti i dati disponibili sui vari soggetti. Registra tutte le segnalazioni positive, negative, o neutre che siano in quanto funge da un vero e proprio archivio ma sottostà a tempi di conservazione limitati imposti dal Garante della Privacy: le informazioni posso essere conservate a partire da 180 giorni fino ad un massimo di 60 mesi.
Lo scopo principale è valutare l’affidabilità del cliente dando tutte le informazioni necessarie agli intermediari finanziari al fine della concessione del credito.
Cos’è la Centrale Rischi Banca d’Italia?
La Centrale Rischi Banca d’Italia è invece a carattere pubblico in quanto gestita direttamente dalla Banca d’Italia. E’ obbligatoria per legge e raccoglie informazioni sul debito complessivo verso il sistema bancario quando supera certe soglie.
Contiene dati su esposizioni bancarie superiori a 30.000 Euro (fidi, mutui, sconfinamenti), su garanzie personali e reali, sofferenze quali debiti ritenuti non recuperabili, sconfinamenti significativi e tutti i dati aggregati dalle banche. Non riporta, invece, dati su piccoli prestiti o ritardi rateali poco consistenti. Diverso è il caso della sofferenza bancaria: un soggetto può essere registrato nella Centrale Rischi anche per piccoli debiti solo se la sofferenza è stata appurata e tenendo sempre conto dell’intera situazione economica e non solo un semplice ritardo nei pagamenti.
Il sistema è alimentato da tutte le banche e intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia. Il suo scopo principale è monitorare la stabilità del sistema finanziario, supportare le banche nella valutazione del rischio del cliente ed evitare esposizioni pericolose nel complesso del sistema bancario.
CRIF e Centrale Rischi della Banca d’Italia: le differenze sostanziali.
I due sistemi, sebbene alimentati da dati pressoché simili sui vari consumatori e/o imprese, hanno scopi che assolvono funzioni diverse, ambo sicuramente valide per valutare la solvibilità creditizia di un soggetto.
Il CRIF è orientato ai prestiti di consumo, anche di piccolissima entità in quanto non è presente nessuna soglia e viene alimentato su base volontaria da parte delle società aderenti dunque le segnalazioni non sono obbligatorie. Riguarda principalmente prestiti a carattere personale e, siccome contiene tutte le informazioni di un soggetto, funge da vero e proprio archivio per analizzare la storia di un buon o un cattivo pagatore.
La Centrale Rischi, invece, contiene le segnalazioni obbligatorie per legge ma è deputata alla vigilanza del sistema bancario e riguarda esposizioni bancarie ben più consistenti del piccolo prestito personale. Le informazioni ivi contenuti sono per lo più riguardanti le imprese.
Segnalazioni al CRIF e alla Centrale Rischi: come influenzano l’accesso al credito.
Le segnalazioni al CRIF scattano in automatico quando ci sono ritardi nei pagamenti: mutui, prestiti personali, cessioni del quinto, il mancato pagamento di una o più rate di almeno due mesi consecutivi (o in alcuni casi 1 mese) e la mancata regolarizzazione entro 15 giorni dalla scadenza, comporta la segnalazione negativa.
Ciò pregiudica l’accesso al credito del soggetto segnalato che avrà difficoltà nell’accesso a nuovi crediti. Gli istituti di credito infatti tenderanno a rifiutare la richiesta di nuovo credito: ma non solo, se ad una persona segnalata viene comunque approvato un prestito o un finanziamento, potrebbe dover pagare un tasso di interesse più elevato. Inoltre, si potrebbero avere problemi nell’apertura di un nuovo conto corrente o nella stipula di un contratto di locazione.
Tuttavia, bisogna ricordare che le cancellazioni nell’archivio CRIF hanno durata limitata. Ad esempio, per i finanziamenti in corso di valutazione, i dati sono cancellati dopo 6 mesi dalla data di richiesta mentre per 1 o 2 rate non pagate, i dati sono cancellati dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione del debito.
Differentemente accade per la Centrale Rischi Banca d’Italia che comunica mensilmente agli intermediari finanziari gli eventuali debiti totali maturati da ogni cliente segnalato. Le segnalazioni che avvengono per esposizioni superiori a 30.000 Euro andranno ad inficiare l’accesso ai finanziamenti così come il mantenimento delle linee di credito presso gli istituti bancari.
Una segnalazione nella Centrale Rischi influenza le capacità di negoziazione con banche ed intermediari diversi e questo ha un impatto molto forte soprattutto se si parla di imprese. Come per il CRIF, sono segnalati eventuali sconfini di conto corrente, eventuali insoluti e scadenze non rispettate per fidi o piani di ammortamento.
Infine, le segnalazioni restano per almeno 36 mesi dall’estinzione del debito, dunque una conservazione con durata superiore rispetto al CRIF.
Educazione finanziaria per prevenire i rischi.
Evitare segnalazioni al CRIF e Centrale Rischi della Banca d’Italia non è impossibile, anzi. Avere comportamenti finanziari corretti e costanti previene qualsiasi rischio evitando situazioni di valutazione creditizia negativa che pregiudica l’accesso ad importanti bandi e finanziamenti. Tra le cause principali si annoverano:
- ritardi nei pagamenti dei prestiti o mancato rispetto delle scadenze dei fidi o conti scoperti;
- insolvenze, sospensioni di rate non concordate con le banche, superamento del fido bancario
- richieste eccessive di prestiti o carte potrebbero segnalare difficoltà economica e insospettire gli istituti;
- sconfinamenti ripetuti sul fido bancario;
- assegni scoperti o protesti attivano segnalazioni al CAI (Centrale Allarme Interbancaria) alla quale possono essere connesse segnalazioni di insolvenza al CRIF e alla Centrale Rischi;
- comportamenti poco trasparenti con istituti bancari e compagnie finanziarie che innescano controlli più approfonditi e possibili valutazioni negative per documenti non coerenti e poco precisi.
- evitare accordi di rientro non rispettando le scadenze e i piani programmati.
Bandi di accesso al credito: le segnalazioni ne pregiudicano l’accesso.
Ricevere segnalazioni al CRIF e alla Centrale Rischi della Banca d’Italia può pregiudicare senz’altro l’accesso ad alcuni importanti bandi di concessione del credito.
In particolare, tra i servizi di cui ci occupiamo, microcredito, credito diretto e liquidità sono direttamente colpiti da eventuali report negativi sull’affidabilità creditizia. Così spesso accade che privati e/o imprenditori non riescano ad usufruire degli importanti benefici per avviare o rinvigorire la propria attività. La solvibilità di un soggetto è un parametro molto forte che viene tenuto in considerazione e alcune segnalazioni sebbene possano essere riferite a piccoli ritardi di pagamento, possono inficiare negativamente la valutazione dell’affidabilità.
Richiedere una visura preliminare prima di approcciarsi alla richiesta di un bando di accesso al credito è sicuramente un’azione consigliabile: è possibile, infatti, richiedere anche l’aggiornamento dei dati o la cancellazione se l’oggetto della segnalazione è stato ormai risolto oppure se ci sia stato un errore.
Naturalmente, i piccoli suggerimenti in gestione finanziaria sono auspicabili al fine di non incappare in alcuna segnalazione evitando così qualsiasi rischio di accesso ai finanziamenti.
