Il settore del noleggio imbarcazioni continua a crescere grazie alla richiesta di esperienze personalizzate, escursioni giornaliere e turismo slow. Avviare un’attività di questo genere può essere un’ottima opportunità imprenditoriale ma richiede attenzione alla normativa di riferimento e alle autorizzazioni. Chi desidera avviare questa attività deve orientarsi tra Codice della Nautica da Diporto, richieste della Capitaneria di Porto, assicurazioni specifiche e investimenti che possono essere importanti. Conoscere normativa, iter autorizzativi e bandi disponibili è quindi il primo passo per strutturare un progetto sostenibile e professionale, evitando errori costosi e sfruttando al massimo i contributi oggi disponibili per il settore.
Normativa di riferimento e requisiti
Avviare un’attività di noleggio imbarcazioni o charter nautico richiede l’osservazione di normative stringenti e requisiti necessari da possedere. Il riferimento principale è il Codice della Nautica da Diporto (D.Lgs. 171/2005), costantemente aggiornato con modifiche che puntano alla sicurezza, alla tutela dell’ambiente marino e alla professionalizzazione del settore. Il codice disciplina l’utilizzo, la circolazione e le attività commerciali svolte con unità da diporto dando regolamentazioni sulle registrazioni delle imbarcazioni, impiego professionale delle unità, controlli di sicurezza e visite periodiche, qualifiche richieste e limiti dimensionali.
Di seguito una panoramica di tutte le norme e gli adempimenti obbligatori per operare nel rispetto della legge.
1. Scelta dell’attività: noleggio, locazione o charter: ogni formula presenta regole diverse di registrazione, dotazione di bordo, titoli professionali e responsabilità del gestore. Scegliere la tipologia di attività da avviare è necessaria per proseguire nell’osservanza di tutti gli adempimenti obbligatori.
2. Iscrizione delle imbarcazioni nei Registri per uso commerciale (RID): le unità devono essere iscritte ai registri specifici della Capitaneria di Porto, con visite tecniche periodiche.
3. Dotazioni di sicurezza obbligatorie: ogni imbarcazione deve avere equipaggiamento conforme alla normativa (salvagenti, estintori, boetta luminosa, razzi, VHF, kit pronto soccorso). Le dotazioni possono variare in base a diversi parametri come la distanza dalla costa o la finalità commerciale. In ogni caso le dotazioni devono essere sempre omologate, revisionate e congrue al numero di persone a bordo.
4. Titoli professionali dello skipper (se previsto): se si effettua il noleggio con conducente il personale a bordo deve possedere specifiche abilitazioni professionali che non sono invece richieste per il noleggio senza conducente. In tale caso l’operatore deve comunque garantire informativa sulla sicurezza e briefing tecnico sull’uso dell’imbarcazione.
5. Autorizzazione della Capitaneria di Porto: oltre alle standard segnalazioni di avvio attività, è necessaria anche tale autorizzazione la quale approva l’impiego commerciale dell’imbarcazione e assevera la conformità tecnica.
6. Concessione demaniale marittima: è necessaria solo in caso di utilizzo del molo o pontile o posto barca per l’imbarco/sbarco dei clienti e per l’ormeggio dell’imbarcazione.
7. Assicurazioni obbligatorie: è prevista una serie di assicurazioni come la RC natanti per uso commerciale, la polizza passeggeri, la Kasko, coperture skipper o equipaggio.
8. Rispetto di regolamenti locali e aree protette: possono essere previsti limiti di velocità, zone interdette e restrizioni ambientali segnalate sempre dalla Capitaneria o dai Comuni stessi.
Costi per aprire l’attività
Avviare un’attività di noleggio imbarcazioni richiede un investimento iniziale che può variare molto, a seconda del tipo di servizio che si vuole offrire. Chi punta su piccole imbarcazioni senza patente (come gommoni o barche entro i 40 CV) avrà costi decisamente più contenuti rispetto a chi desidera operare con yacht, catamarani o motoscafi di fascia alta.
Il primo grande capitolo di spesa riguarda naturalmente l’acquisto o il leasing dell’imbarcazione: si può partire da 8.000–20.000 € per un gommone entry level fino ad arrivare a 100.000–300.000 € per imbarcazioni più attrezzate e professionali. A questi costi va aggiunto l’allestimento tecnico obbligatorio come dotazioni di sicurezza, dispositivi a norma, manutenzione iniziale che può incidere per 1.000–5.000 € in base alla categoria.
Un altro aspetto spesso sottovalutato sono i costi burocratici relativi agli adempimenti obbligatori: iscrizione dell’unità alla Capitaneria, visite tecniche, SCIA, spese di apertura dell’attività e pratiche con Camera di Commercio.
Non meno importante è la voce assicurativa. Una polizza RC commerciale per natanti parte da circa 400–700 € l’anno, mentre per imbarcazioni più potenti o con trasporto passeggeri il premio può salire fino a 1.500–3.000 €.
A questo potrebbe aggiungersi la polizza Kasko, spesso consigliata per proteggere il mezzo dagli incidenti, soprattutto nei primi anni di avviamento.
La gestione dell’ormeggio è un’altra spesa fissa da considerare: un posto barca varia enormemente a seconda del porto e della zona, oscillando tra 1.000–6.000 € l’anno nelle località standard, e molto di più nelle mete turistiche premium.
Infine, ci sono i costi operativi: marketing, prenotazioni, sito web, gestione amministrativa, carburante, sanificazione e manutenzione periodica. Per partire in modo professionale conviene prevedere un budget minimo di 3.000–8.000 € per coprire la prima stagione.
I bandi e le agevolazioni in cui rientra il noleggio imbarcazioni
Considerati dunque i diversi costi da sostenere e il cospicuo investimento iniziale da fronteggiare, poter usufruire di contributi e agevolazioni potrebbe risultare un sostegno davvero concreto ai fini dell’avviamento. Anche se poco menzionate, le attività di noleggio imbarcazioni o charter nautico possono rientrare in alcuni dei seguenti bandi:
- Bando Resto al Sud 2.0: uno degli strumenti più accessibili per chi vuole avviare da zero un’attività imprenditoriale. Contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato per giovani imprenditori (18-55 anni) e localizzati nelle regioni del Sud Italia.
- Microcredito: finanziamenti agevolati fino a 100.000 Euro, flessibili e senza garanzie reali per qualsiasi attività imprenditoriale e senza limiti d’età.
- Credito diretto: forma di finanziamento diretta e senza intermediari per ottenere rapidamente iniezioni di liquidità. Anche in questo caso non ci sono limiti d’età o particolari tipologie di attività ammissibili.
- Autoimpiego Centro-Nord: per giovani under 35 delle regioni Centro-Nord Italia che intendono iniziare la propria attività imprenditoriale. Voucher di avvio o contributi fino al 65% per coprire diverse spese.
- Bando ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: per i giovani tra i 18 e 35 anni e per donne di qualsiasi età. Anche in questo caso un mix di finanziamenti agevolati a tasso zero e contributi a fondo perduto a favore di imprese neofite o costituite da non più di 60 mesi.
- Incentivi regionali: alcune Regioni italiane pubblicano bandi specifici per infrastrutture legate al turismo nautico che possono includere ammodernamento o innovazione di porti turistici, marine e ormeggi, miglioramento qualitativo dei servizi di accoglienza turistica marittima.
Il nostro supporto
Avviare un’attività di noleggio imbarcazioni o charter nautico può essere dispendioso all’inizio. Proprio per questo, conoscere le agevolazioni disponibili, dai bandi a fondo perduto ai finanziamenti garantiti, fino alle opportunità del microcredito, può fare la differenza tra un’idea che resta sulla carta e un progetto che prende il largo.
Ogni impresa merita una strategia finanziaria su misura: valutare con consapevolezza normativa, costi e opportunità permette di costruire un’attività solida e di redigere una documentazione puntuale ai fini dell’ottenimento delle agevolazioni. Una nostra consulenza mirata ti aiuterà a scegliere il bando più adatto alle tue esigenze e ti assisterà anche nell’avviamento dell’attività in modo da imboccare il percorso più idoneo per conseguire subito ottimi risultati di business.
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