Negli ultimi anni lo Stato italiano ha introdotto diversi strumenti per consentire ai contribuenti di regolarizzare i propri debiti fiscali con condizioni agevolate. Tra questi rientrano le cosiddette “rottamazioni delle cartelle”, che permettono di saldare le somme dovute senza il peso di sanzioni e interessi. Ora ritorna una nuova misura: la rottamazione quinquies 2026, una definizione agevolata che offre ai cittadini e imprese una nuova opportunità per chiudere i debiti con il fisco in modo più sostenibile. Una rivisitazione della precedente, Rottamazione quater, con criteri e requisiti diversi.
Cos’è la rottamazione quinquies 2026?
La rottamazione quinquies è una misura di definizione agevolata delle cartelle esattoriali, cioè un meccanismo che consente ai contribuenti di estinguere i debiti affidati alla riscossione pagando solo una parte dell’importo complessivo dovuto.
Il principio alla base di questa misura è semplice: il contribuente può saldare il debito pagando solo l’imposta o il tributo originario, senza dover versare le sanzioni amministrati, gli interessi di mora maturati nel tempo e l’aggio di riscossione applicato dall’agente della riscossione.
Questa formula consente quindi una riduzione significativa dell’importo complessivo da pagare, rendendo più semplice per molti contribuenti chiudere posizioni debitorie anche molto risalenti nel tempo.
Quali debiti possono essere inclusi?
La rottamazione quinquies potrebbe riguardare una vasta tipologia di debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In linea generale, tra i debiti che possono rientrare nella definizione agevolata ci sono:
- imposte erariali, come IRPEF, IVA e IRES
- contributi previdenziali dovuti agli enti previdenziali
- tributi locali, come IMU o TARI, quando affidati alla riscossione
- multe stradali e sanzioni amministrative
Per quanto riguarda le sanzioni per violazioni del codice della strada, l’agevolazione normalmente non elimina la multa principale ma consente di non pagare gli interessi e le maggiorazioni accumulate negli anni. In ogni caso, la normativa stabilisce sempre una data limite entro la quale i debiti devono essere stati affidati alla riscossione per poter rientrare nella rottamazione.
I requisiti per accedere alla rottamazione quinquies
Per usufruire della rottamazione quinquies i contribuenti dovranno presentare una specifica domanda di adesione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 aprile 2026.
Per poter accedere a questa misura di finanziamento, è necessario:
- avere cartelle esattoriali affidate alla riscossione entro il 31 dicembre 2023;
- non aver già estinto completamente il debito;
- impegnarsi a rispettare il piano di pagamento stabilito.
Una volta presentata la richiesta, l’ente di riscossione invia al contribuente una comunicazione con l’importo dovuto e il piano di pagamento.
Modalità di pagamento e differenze con la rottamazione quater
Anche con la rottamazione quinquies i contribuenti possono scegliere tra pagamento in un’unica soluzione o pagamento rateizzato. Tuttavia, rispetto alla precedente rottamazione quater, la nuova misura introduce alcune differenze rilevanti nel piano di dilazione.
- Numero di rate e durata del piano: il debito prima poteva essere ripagato in un massimo di 18 rate distribuite su 5 anni; la rottamazione quinquies prevede invece fino a 54 rate bimestrali con un piano di pagamento che può arrivare fino a 9 anni rendendo così il pagamento più sostenibile.
- Tasso di interesse sulle rate: nella precedente era fissato al 2% annuo mentre attualmente sale al 4% sulle rate successive alla prima. Il piano di rientro diventa più lungo ma naturalmente più costoso.
- Struttura delle scadenze: la prima rata o il pagamento in un’unica soluzione sono previsti entro il 31 luglio 2026. Le rate successive sono bimestrali e distribuite negli anni successivi. Rispetto alla precedente sono dunque molto più dilazionate nel tempo.
- Regole di decadenza: con la rottamazione quater bastava non pagare una sola rata per decadere dal beneficio; nell’attuale si decade dopo il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive dando al contribuente maggior flessibilità.
- Nessun periodo di tolleranza: con la precedente poteva scattare un cuscinetto di cinque giorni dopo la scadenza della rata; con la rottamazione quinquies, invece, questo periodo di tolleranza non è più previsto.
L’impatto sull’accesso al credito
La Rottamazione quinquies può avere un impatto rilevante anche sull’accesso ai bandi di finanziamento pubblico e ai programmi di credito agevolato destinati a imprese e aspiranti imprenditori.
Molte misure di sostegno all’imprenditorialità, infatti, richiedono che i beneficiari abbiano una posizione fiscale regolare o in fase di regolarizzazione. In presenza di cartelle esattoriali non gestite o di debiti rilevanti con il fisco, l’accesso a questi strumenti può diventare più complesso. Inoltre, la presenza di debiti fiscali incide anche sulla valutazione dell’affidabilità economica del proponente e sulla bancabilità del progetto.
Ma oltre l’accesso o l’esito positivo della valutazione di fattibilità, c’è un altro aspetto poco considerato: la compensazione delle inadempienze fiscali.
La compensazione delle inadempienze nei bandi di finanziamento
Quando un soggetto beneficia di un contributo pubblico o di un finanziamento agevolato erogato da enti pubblici, l’amministrazione è tenuta a verificare se il beneficiario abbia debiti fiscali iscritti a ruolo.
Se dalla verifica effettuata dall’Agenzia delle Entrate emergono somme certe, liquide ed esigibili, l’ente erogatore non procede all’accredito diretto del contributo o del finanziamento al beneficiario. In questi casi si attiva un meccanismo di compensazione automatica: l’importo spettante al beneficiario viene trattenuto, in tutto o in parte, e versato direttamente all’ente impositore per estinguere il debito fiscale.
Ciò si traduce in una diminuzione dell’importo del finanziamento in quanto il beneficiario riceverà, eventualmente, solo la parte residuale. Il rischio è, dunque, quello di non incassare l’importo finanziato ricevuto.
In tale ottica, provvedere all’adesione alla rottamazione quinquies può rappresentare uno strumento utile per gestire questa criticità. Inserendo i debiti fiscali nella definizione agevolata e avviando un piano di pagamento, il contribuente dimostra infatti di aver regolarizzato la propria posizione con l’erario, riducendo il rischio che le somme spettanti a titolo di finanziamento vengano interamente assorbite dalla compensazione.
Per chi intende partecipare a bandi di finanziamento o accedere a misure di credito agevolato, la regolarizzazione preventiva della propria posizione fiscale può quindi risultare strategica per garantire l’effettiva disponibilità delle risorse ottenute.
