Aprire una lavanderia self service può rappresentare un’opportunità per chi desidera avviare una nuova attività basata su un servizio di utilizzo semplice e in larga parte automatizzato. Il modello permette infatti al cliente di effettuare autonomamente il lavaggio e l’asciugatura dei propri capi, mentre il titolare può gestire l’attività con un impiego di personale generalmente contenuto. Come per qualsiasi nuova iniziativa imprenditoriale, però, è importante valutare attentamente tutti gli aspetti del progetto: dalla scelta della posizione ai costi per acquistare e installare i macchinari, dagli adempimenti amministrativi alla sostenibilità economica dell’attività.
Perchè aprire la lavanderia self service?
ll modello delle lavanderie self service si basa sull’erogazione di un servizio attraverso macchinari professionali che il cliente utilizza in autonomia. Questo modello può risultare interessante soprattutto nelle aree caratterizzate dalla presenza di studenti, lavoratori fuori sede, piccoli nuclei familiari, turisti e persone che non dispongono in casa di lavatrici o asciugatrici di grandi dimensioni.
Un ulteriore elemento da considerare è il livello di automazione che può caratterizzare l’attività. Sistemi di pagamento elettronico, controllo da remoto e gestione automatizzata dei macchinari possono infatti ridurre la necessità di una presenza costante del titolare o dei dipendenti all’interno del punto vendita.
La redditività dell’investimento, tuttavia, non può essere valutata in maniera astratta: dipende soprattutto dalla posizione del locale, dal numero di potenziali clienti, dai prezzi applicati e dai costi di gestione.
Come aprire una lavanderia self service?
L’avvio dell’attività richiede innanzitutto la definizione del progetto imprenditoriale e della forma giuridica più adatta.
Particolare attenzione deve essere dedicata alla scelta del locale. Non è sufficiente individuare uno spazio con una buona visibilità: è necessario verificare preventivamente che il locale sia compatibile con l’attività che si intende svolgere e che possa essere adeguato sotto il profilo edilizio, urbanistico e impiantistico. Anche gli impianti elettrici, idraulici e gli eventuali sistemi di scarico devono essere valutati in relazione alle caratteristiche e al numero dei macchinari che verranno installati.
È importante non confondere una lavanderia self service con altre tipologie di attività del settore, come le lavanderie che svolgono direttamente servizi professionali di lavaggio e trattamento dei capi per conto dei clienti. Gli adempimenti possono infatti essere differenti.
La posizione geografica e i giusti macchinari
La scelta del locale è uno degli elementi che può incidere maggiormente sul successo di una lavanderia self service. Le zone caratterizzate dalla presenza di studenti, lavoratori fuori sede, condomini di piccole dimensioni, strutture ricettive, aree turistiche si rilevano particolarmente interessanti.
Anche la presenza di parcheggi, la facilità di accesso, la visibilità del locale e la vicinanza ad altre attività commerciali possono incidere sulla scelta. Non bisogna inoltre trascurare l’analisi della concorrenza. Prima di investire è utile verificare quante lavanderie self service sono già presenti nell’area, quali servizi offrono, quali prezzi applicano e quale distanza separa i diversi punti vendita.
Invece, la scelta delle apparecchiature deve essere effettuata considerando non soltanto il prezzo di acquisto, ma anche consumi, capacità, frequenza di utilizzo, affidabilità, costi di manutenzione e disponibilità dell’assistenza tecnica.
La dotazione può comprendere lavatrici professionali di diverse capacità, asciugatrici e, a seconda del modello di business, distributori di detergenti o altri servizi complementari.
Quanto costa aprire una lavanderia self service?
Uno degli aspetti da valutare con maggiore attenzione è l’investimento iniziale. Non esiste un costo unico valido per tutte le lavanderie self service: il capitale necessario può variare sensibilmente in funzione delle dimensioni del locale, del numero e della tipologia dei macchinari, dei lavori necessari e del livello di automazione scelto.
Tra le principali voci di spesa rientrano l’acquisto dei macchinari, l’adeguamento o rifacimento di impianti elettrici e idraulici, arredamenti e allestimenti, sistemi di pagamento, eventuali sistemi di controllo da remoto, attività di marketing e promozione.
A queste spese iniziali bisogna aggiungere i costi necessari per mantenere l’attività operativa: energia elettrica, acqua, detergenti, manutenzione e assistenza tecnica dei macchinari, assicurazioni, eventuale personale e altri costi di gestione.
Per questo motivo, prima di avviare l’investimento è fondamentale elaborare un business plan che consenta di stimare il fabbisogno finanziario complessivo.
Incentivi e bandi per avviare l’attività
L’apertura di una lavanderia self service può essere sostenuta, in presenza dei requisiti previsti, attraverso diversi strumenti di finanza agevolata destinati alla creazione e allo sviluppo di nuove attività.
Non esiste infatti necessariamente un incentivo specifico per le lavanderie self service: possono essere utilizzate le diverse opportunità dei contributi a fondo perduto, dei finanziamenti agevolati e delle misure rivolte a determinate categorie di nuovi imprenditori, come giovani e donne.
Tra i bandi più redditizi troviamo:
- Resto al Sud 2.0: incentivi per under 35 per avviare l’attività imprenditoriale nelle regioni del Centro-Sud Italia. Voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro, oppure contributi a fondo perduto del 75% per investimenti fino a 120.000 euro e del 70% per investimenti fino a 200.000 euro.
- Autoimpiego Centro-Nord: l’equivalente del Resto al Sud 2.0 ma per le regioni del Centro-Nord. Voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabile a 40.000 euro, oppure attraverso un contributo a fondo perduto pari al 65% per investimenti fino a 120.000 euro e al 60% per investimenti tra 120.000 e 200.000 euro.
- Bando ON: incentivo nazionale destinato alla creazione e allo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile. Non è quindi legato a una specifica area geografica e presenta una logica più orientata al finanziamento di programmi di investimento aziendali. La misura può arrivare a coprire fino al 90% delle spese ammissibili attraverso un finanziamento agevolato a tasso zero
