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Requisiti Resto al Sud 2.0: le condizioni di accesso nel dettaglio.

Il bando Resto al Sud 2.0 è un incentivo pubblico promosso da Invitalia con l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno. L’agevolazione finanzia progetti imprenditoriali in diversi settori (produzione di beni, servizi, turismo, commercio e attività professionali), attraverso una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Inoltre, la misura punta a favorire l’autoimpiego, contrastare lo spopolamento e stimolare lo sviluppo economico locale, valorizzando competenze, innovazione e radicamento territoriale. Tra i requisiti Resto al Sud 2.0 vi sono diverse condizioni di accesso da rispettare. Sebbene molte siano di facile comprensione a prima lettura, è preferibile approfondirle in quanto presentano vincoli specifici di cui bisogna tener conto. Di seguito una panoramica.

I requisiti legati alla persona

Si parte, innanzitutto, dai requisiti che deve necessariamente possedere la persona che presenta domanda. Requisiti precisi che sono condizione imprescindibile di ammissibilità e che all’interno presentano vincoli particolari che potrebbero sfuggire ad una prima lettura.

  1. Età: può presentare domanda chiunque abbia dai 18 ai 35 anni non compiuti.
  2. Condizione lavorativa: il soggetto deve essere inoccupato, oppure guadagnare fino a 8.000€ se dipendente, o fino a 4.800€ se autonomo. In alternativa, potrà essere inattivo ovvero soggetto che non lavora, non ha partita IVA nè risulta socio di aziende attive. In caso di disoccupazione, bisogna invece aver stipulato la DID, non avere partite IVA attive, non essere socio o amministratore; inoltre si può rientrare nella disoccupazione GOL o appartenere ad altri percorsi collegati al reinserimento lavorativo. Tutte queste condizioni devono persistere da almeno 12 mesi.
  3. Partita IVA: il soggetto può avere la P.IVA a condizione che sia inattiva o aperta al massimo da 1 mese prima della sottomissione della domanda. Il soggetto può essere anche un libero professionista purchè però la sua posizione non sia attiva e dunque non abbia un’attività già avviata o operativa.
  4. Residenza: il soggetto deve possedere la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Il luogo di nascita può essere, invece diverso.

I requisiti legati all’iniziativa economica

Esistono altri tipi di condizioni che sono legate ad attività lavorative svolte e all’iniziativa economica da intraprendere. Anche in questo caso esistono dettagliate casistiche in cui poter rientrare ed ottenere l’agevolazione prevista.

  1. Avvio dell’attività imprenditoriale: i soggetti che possono richiedere l’agevolazione Resto al Sud 2.0 devono avere avviato le loro attività imprenditoriale nel mese di presentazione della domanda o in quello immediatamente precedente. Tuttavia, non bisogna aver assolutamente aperto un’attività simile nei 6 mesi precedenti con lo stesso codice ATECO fino alla terza cifra di classificazione. Si considera come avvio dell’attività la data di iscrizione nel Registro delle Imprese. Invece, per le iniziative di lavoro autonomo e libero-professionali l’avvio coincide con la data di apertura della partita IVA.
  2. Sono ammessi i “Working poor” ovvero coloro che abbiano prodotto un reddito molto debole nell’anno precedente. La dichiarazione dei redditi dell’anno precedente sarà un documento fondamentale in quanto attesterà un’attività lavorativa (da dipendente o lavoratore autonomo) il cui reddito corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art. 13 del Testo Unico delle Imposte sui redditi di cui al DPR n. 91/1986. Accertata tale condizione, il soggetto rispetterà tale requisito.
  3. E i soci dell’attività? Per la creazione della società, invece, si possono coinvolgere soggetti anche se non rispettano i requisiti sopra-elencati: la condizione mandatoria è solo che l’amministratore e quindi chi ha pieno controllo di tutto (almeno il 50% più un euro delle quote sociali) debba rispettare le condizioni previste per tutta la durata del progetto e fino a 3 anni dopo. Non è da sottovalutare l’aspetto riguardante l’inserimento di alcune figure nella compagine societaria che può far guadagnare una premialità di max 10 punti: soci con partecipazione di minoranza con esperienza nel settore, persone fisiche con esperienza quinquennale nel medesimo settore dell’attività economica oppure persone giuridiche attive da almeno cinque anni con lo stesso codice Ateco dell’iniziativa economica.

Una consulenza personalizzata può fare la differenza

I requisiti Resto al Sud 2.0 hanno bisogno di un vaglio dettagliato al fine di evitare errori e imprevisti che possono pregiudicare o mettere in discussione le probabilità di successo della concessione.

Conoscere le possibili insidie che potrebbero nascondersi dietro ogni requisito è una chiave strategica a doppia valenza: consente agli interessati sia di capire la fattibilità e l’ammissibilità del proprio progetto imprenditoriale già a monte di una valutazione preliminare sia di carpire nuove opportunità magari non considerate.

Con il nostro studio ti affianchiamo sin dall’inizio: una valutazione preliminare del tuo specifico caso per eliminare i possibili errori e preparare al meglio tutta la documentazione necessaria ai fini di un possibile esito positivo.


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        RESTO AL SUD 2.0
        AVVIO IL 15/10/2025
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