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Requisiti Resto al Sud 2.0: i dubbi sulla formazione e i conti bancari.

Sui requisiti Resto al Sud 2.0 si è diffusa molta confusione: serve una laurea? E’ obbligatoria una formazione specifica? Bisogna essere disoccupati? Chi non ha esperienza può partecipare? Nonostante il grande interesse tra giovani, aspiranti imprenditori e professionisti che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno, persistono ancora molti dubbi su come muoversi e come procedere. Informazioni frammentarie o confusione con la versione precedente dell’incentivo hanno generato tante domande in merito che, se non risolte, portano spesso a rinunciare in partenza.

E’ necessario, dunque, fare chiarezza sugli aspetti fondamentali del bando. Di seguito ci si soffermerà, nello specifico, sugli aspetti della formazione e del conto bancario.

La formazione è un requisito essenziale?

Uno dei dubbi più frequenti riguarda l’obbligo di possedere titoli di studio specifici o percorsi formativi certificati per poter accedere al bando. Tra i requisiti Resto al Sud 2.0, in realtà, non sono menzionati il possesso di una laurea, di un diploma tecnico o di certificazioni professionali né si esclude chi desidera avviare un’attività partendo da competenze acquisite in modo informale o attraverso esperienze personali. Inoltre, non è obbligatoria neanche la partecipazione ai corsi indetti dall’Ente Nazionale Microcredito.

Ciò che viene valutata è la coerenza e la sostenibilità del progetto imprenditoriale. In altre parole, l’ente valutatore si concentra sulla qualità dell’idea, sulla fattibilità economica e sulla capacità del proponente di gestire l’attività nel tempo, più che sul percorso accademico pregresso.

L’unico caso in cui la formazione diventa indirettamente necessaria è quello di attività regolamentate, ovvero professioni per cui la normativa di settore richiede abilitazioni, qualifiche o requisiti professionali specifici (ad esempio in ambito educativo, sanitario, artigianale o tecnico-specialistico). In questi casi, non è il bando a imporre un titolo di studio, ma la natura stessa dell’attività che si intende avviare.

La formazione come valore strategico per la valutazione

Tuttavia, la formazione, pur non facendo parte dei requisiti Resto al Sud 2.0, può comunque assumere un ruolo strategico sotto diversi aspetti. In primo luogo, contribuisce a rafforzare la credibilità del progetto, soprattutto quando l’attività proposta richiede competenze tecniche, gestionali o digitali specifiche. Ad esempio, nei progetti legati all’educazione, al turismo esperienziale, ai servizi innovativi o alle attività culturali, dimostrare di aver seguito corsi mirati o percorsi di aggiornamento può rendere il piano imprenditoriale più solido e convincente.

Ma, soprattutto, rientra tra le premialità nel processo di valutazione. L’aver frequentato i corsi dell’ENM o l’avere un curriculum formativo attinente consente di ottenere punteggi discrezionali (da 0 a 10) che concorrono all’esito finale aumentando, così, le probabilità di successo della propria domanda. I criteri di valutazione e relativi punteggi sono stabiliti nell’Allegato 1 al D.D. 08/10/2025.

Anche l’apertura del conto è un requisito?

Tra i requisiti Resto al Sud 2.0 l’apertura del conto vincolato o dedicato non è mandatoria. Per accedere al bando, i vincoli sono davvero pochi lasciando un’ottima flessibilità a tutti coloro che vogliono parteciparvi.

Tuttavia, la valutazione delle domande avverrà su specifici criteri e su diverse premialità. L’apertura del conto corrente bancario vincolato o dedicato rientra tra queste.

Differenza tra conto corrente vincolato e dedicato

Il concorrente che presenta la domanda può in alternativa aprire:

  • un conto corrente vincolato, presso una banca aderente alla Convenzione tra Ministero, ABI e Invitalia;
  • un conto corrente “dedicato”, destinato a tutti i pagamenti dell’iniziativa economica, ivi compresi quelli relativi al progetto. Il conto avrà la sola finalità di essere impiegato per il progetto del bando e non può coincidere con il conto corrente personale.

La scelta della tipologia di conto corrente dedicato o vincolato, naturalmente, inficerà sulle modalità di erogazione dei contributi nonchè sulle premialità ottenibili in fase di valutazione.

L’apertura del conto come premialità

Come la formazione, sebbene l’apertura del conto non sia mandatorio tra i requisiti Resto al Sud 2.0, resta un asset strategico per aumentare le probabilità di successo della propria domanda.

Aprire un conto corrente dedicato o vincolato può far ottenere un punteggio da 0 a 10 così come stabilito dall‘Allegato 1 al D.D. 08/10/2025. E’ previsto l’aumento dei punti attribuibili anche in base ai versamenti sul conto stesso.

Pertanto, sebbene non rappresentino soglie di sbarramento, sia la formazione che l’apertura del conto diventano strumenti chiave importanti per incrementare la bontà del progetto e ottenere il finanziamento desiderato.

Come organizzarsi con la formazione e il conto bancario?

Sebbene la differenza sostanziale tra requisiti di accesso e premialità sia ampiamente specificata e supportata anche dalle FAQ di Invitalia, il soggetto che intende partecipare al bando Resto al Sud 2.0 molto spesso non ha gli strumenti per poter redigere efficacemente un progetto che miri ad ottenere tutti i punteggi possibili.

Destreggiarsi su come procedere per partecipare ai corsi formativi richiesti o su quale tipologia di conto corrente sia meglio aprire può rappresentare un ostacolo di non poco conto. Predisporre un progetto attrattivo deve tener conto di diversi aspetti a cui poi si aggiungono anche quelli legati alla griglia di valutazione di Invitalia.

In tale circostanza, il nostro studio di consulenza può fare la differenza. Sia per quanto riguarda la formazione o l’apertura del conto corrente, i nostri consulenti possono indirizzarti al meglio: valuteranno le opzioni più adeguate al progetto ma che soddisfino anche le premialità previste in modo da presentare la domanda con le migliori probabilità di successo possibili.


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        RESTO AL SUD 2.0
        AVVIO IL 15/10/2025
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