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Agevolazioni Resto al Sud 2.0: cosa prevedono e quali sono le spese ammissibili?

N egli ultimi anni, il bando Resto al Sud si è imposto come uno degli strumenti più efficaci nel panorama della finanza agevolata italiana. I numeri raccontano chiaramente il suo impatto, risultati che hanno contribuito a trasformare un incentivo pubblico in una vera leva di sviluppo locale. Dopo l’approfondimento sui requisiti d’accesso, bisogna comprendere a pieno le agevolazioni Resto al Sud 2.0 e quali sono le spese davvero ammissibili. Solo appurando di avere le condizioni necessarie per parteciparvi e se davvero può essere utile per i propri investimenti imprenditoriali, si può procedere poi con la stesura della domanda.

Quali agevolazioni sono comprese?

Nel concreto, le agevolazioni Resto al Sud 2.0 in cosa consistono?

L’importante novità introdotta è il voucher a fondo perduto fino a 40.000 € elevabile a 50.000€ in alcuni casi:

  • se almeno il 20% delle spese ammesse è riconducibile a beni strumentali, materiali o immateriali, o servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale o finalizzati ad assicurare la sostenibilità ambientale o il risparmio energetico;
  • se sono state acquisite consulenze tecnico-specifiche per un importo non inferiore al 50% della maggiorazione stessa. Le consulenze devono essere prestate esclusivamente da ETS iscritti al RUNTS e finalizzate a progettazione e sviluppo di soluzioni innovative, di processo o di prodotto; progettazione, sviluppo, realizzazione e validazione di prototipi, modelli, stampi, matrici; acquisizione di certificazioni ambientali o energetiche.

Il voucher a fondo perduto ha un ruolo strategico davvero rilevante: accelera la fase di start-up, riduce il rischio imprenditoriale e facilita l’accesso a tutti coloro che non hanno capitale proprio.

La seconda alternativa delle agevolazioni Resto al Sud 2.0 consiste nei contributi a fondo perduto: quello al 75% per programmi di investimento di massimo 120.000 € oppure al 70% per programmi di investimento con importo compreso tra 120.000€ e 200.000€.

Le somme messe a disposizione, dunque, sono davvero cospicue e consentono di finanziare molte iniziative imprenditoriali di qualsiasi tipologia. Ma non solo, la logica complessiva del bando è chiara: l’intento è quello di far partire davvero le attività. Difatti le agevolazioni Resto al Sud 2.0 sono costruite per una fase iniziale se pensiamo allo strumento dei voucher oppure per la fase di investimento se pensiamo allo strumento dei contributi.

Per capire la fattibilità nello specifico della propria attività, è importante adesso passare al vaglio le spese concrete ammissibili.

Quali sono le spese ammissibili?

Le spese ammesse coperte dalle agevolazioni Resto al Sud 2.0 coprono diversi interventi. La non conformità di una di queste potrebbe compromettere la riuscita dell’intero progetto. E’ importante, dunque, approfondire ogni tipo di intervento per capire realmente cosa può essere finanziato al fine, poi, di strutturare la domanda in modo appropriato.

  1. Opere edili: sono ammesse solamente le spese riguardanti interventi di ristrutturazione o manutenzione ordinaria nel limite del 50% % e solo attraverso lo strumento dei contributi a fondo perduto. Possono rientrare opere di ristrutturazione volte anche alla separazione degli spazi interni del locale e/o alla creazione di nuovi vani.
  2. Macchinari: sono ammessi acquisti di impianti, attrezzature e arredi purchè tutti nuovi di fabbrica. E’ possibile anche acquistare prefabbricati anche modulari purchè interamente smontabili con ripristino dei luoghi oppure realizzati all’aperto. Si possono acquistare anche automezzi o imbarcazioni e natanti purchè strettamente necessari alla produzione dei beni o all’erogazione del servizio indicato nel progetto. Non sono dunque ammessi acquisti per finalità promiscue o non direttamente correlate all’iniziativa. Sono inclusi anche gli impianti fotovoltaici purchè strettamente funzionali al miglioramento dell’efficienza energetica e ad uso esclusivo dell’iniziativa economica.
  3. Programmi informatici: si possono acquistare piattaforme digitali, app, licenze software, progettazione e sviluppo software applicativi, servizi per la tecnologia dell’informazione e telecomunicazione. Non sono ovviamente ammessi abbonamenti generici non legati al progetto agevolato.
  4. Immobilizzazioni immateriali: possono essere acquisite competenze finalizzate allo sviluppo di prodotti, servizi, processi ad alto contenuto tecnologico come, ad esempio, la realizzazione del sito web dell’azienda o la sua promozione su canali digitali.
  5. consulenze tecnico-specialistiche: sono ammesse le consulenze prestate da Enti del Terzo Settore (nel limite del 30%) finalizzate a progettazione e allo sviluppo di soluzioni innovative, di prototipi, modelli, o all’acquisizione di certificazioni ambientali e/o energetiche.

Qualche dubbio sulle spese ammissibili

Quali spese, dunque, escluse dalle agevolazioni? E l’IVA? Alcuni dei dubbi frequenti riguardano alcuni aspetti di seguito esposti.

  • Beni usati? I beni usati non rientrano tra le spese ammissibili: tutto deve essere nuovo di fabbrica.
  • L’IVA? L’IVA non recuperabile e non detraibile ai sensi della normativa nazionale come, ad esempio, per coloro che applicano il regime forfettario, può essere rendicontata nelle agevolazioni. In tutti gli altri casi, l’IVA non è un costo ammissibile.
  • I beni acquistati hanno un vincolo? I beni ammessi al finanziamento non potranno essere trasferiti dalla sede aziendale nè alienati nè destinati ad uso diverso per l’orizzonte temporale di tre anni successivi al completamento del programma di spesa.
  • E le spese sostenute prima della domanda al bando? No, non possono essere ammesse. Potranno rientrare nelle agevolazioni solo le spese comprovate con data posteriore alla presentazione della domanda.
  • Cosa è escluso dalle agevolazioni Resto al Sud 2.0? Acquisto di terreni, acquisto di immobili; consulenze per la predisposizione della domanda di agevolazione, consulenze legali, fiscali e tributarie, materie prime e semilavorati, spese relative al personale come gli stipendi, utenze e locazioni, consulenze non tecnico-specialistiche, leasing.

Consulenza e supporto per un progetto di successo

Essere conformi con tutte le spese del progetto che si intende presentare e capire come funzionano le agevolazioni calcolando perfettamente le percentuali a fondo perduto non è sempre facile. Valutare a priori la propria iniziativa, scandagliare le possibili criticità e strutturare un piano ben fatto è un ottimo punto di partenza per riuscire ad ottenere un esito positivo alla domanda. Il nostro studio può affiancarti sin dall’inizio per aumentare le probabilità di successo della tua iniziativa economica.


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        AVVIO IL 15/10/2025
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